Nel teatro del casinò de Paris rivive la storia de “Il Piccolo Principe”, il grande romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, un viaggio attraverso mondi incantati e personaggi variopinti, che sono la metafora dei vizi e delle virtù umane. Lo spettacolo è in scena dal 1° ottobre 2002 e verrà replicato fino a fine giugno 2003.

Prodotto da Victor Bosch/NODO Productions, lo spettacolo presenta musiche di Riccardo Cocciante (con parole di Elisabeth Anais) per la regia di Jean-Louis Martinoty. Il Lighting Designer dello show è Jean Kalman, un artista delle luci che vanta esperienze di primo piano presso l’Opera Nazionale di Parigi, il Teatro Musicale, il Royal National Theatre di Londra e in molti altri teatri, festival, concerti in tutto il mondo, dove ha prestato la sua opera per artisti di fama internazionale.

Nel “Le Petit Prince” Kalman dà dimostrazione di come, negli ultimi anni, si siano ampliate a dismisura le possibilità di operare con la luce in ambito teatrale, grazie soprattutto all’introduzione della tecnologia dei proiettori “intelligenti” e all’impiego di prodotti sempre più versatili e professionali. La luce non è più un elemento passivo che accompagna la rappresentazione, ma interviene di continuo fondendosi con la scenografia, animandola, plasmandola. Fanno la parte del leone 100 CP Color 400 Clay Paky, disposti allineati su 5 file da 20 sulla parete di fondo del palco. I colori vengono retro-proiettati su dei grandi teloni semitrasparenti stampati, i quali costituiscono l’ossatura delle varie scenografie.
Secondo Jean Kalman, sono stati fatti vari test per la scelta di un cambiacolori adatto alle esigenze. I CP Color della Clay Paky sono risultati i più versatili e completi: possono offrire qualsiasi combinazione di colore richiesta grazie al sistema color-mixing CMY e hanno un’emissione cromatica pura e perfettamente uniforme, anche alla massima apertura e a distanza molto ravvicinata. Inoltre, lavorano in un silenzio pressoché totale, ed è un particolare tutt’altro che trascurabile in un ambiente teatrale, specie quando si ha a che fare con 100 apparecchi.
Dice Yves Caizergues, assistente LD: “Grazie alla loro versatilità, ho potuto programmare e pilotare tutti i CP Color 400 come se fossero un’unica unità, il fondo appare colorato perché noi lo abbiamo “dipinto” con la luce. Il vantaggio incomparabile è che possiamo ottenere quanti fondi di colore desideriamo senza intervenire minimamente sulla scenografia. Ho molto apprezzato anche la possibilità di controllo del dimmer 0-100% da centralina, che mi ha permesso di variare l’intensità della luce anche simultaneamente alle variazioni di colore”.

Il risultato? Guardando lo show si ha l’impressione che nulla sia impossibile per Jean e Yves: il tramonto cala lento sul deserto per far posto alla notte. Rispunta l’alba, il deserto si trasforma in un prato, che poi cede il posto a una distesa di ghiaccio, per un suggestivo succedersi dei giorni e delle stagioni…. tante ambientazioni diverse giocando con creatività con la luce all’interno di ogni scena.
“Le Petit Prince, – prosegue Yves – è uno show che incorpora alcuni elementi fortemente figurativi, che fanno da sfondo alla recitazione: la cosa notevole è che siamo riusciti ad ottenere questo impiegando esclusivamente degli elementi prettamente teatrali, quali gli allestimenti di scena e le luci”. L’impianto luci, fornito dalla ditta Cameleon di Roland Morvan, è composto anche di alcuni proiettori per le luci frontali e di taglio.
Yves spiega infine come funzionano e come sono realizzati i pannelli di proiezione: “Si tratta di 5 grandi tele trasparenti di dimensioni 8.50m x 12.00m, alcune parzialmente già colorate e con delle fotografie sovraimpresse. Queste tele discendono parallele fra loro, seppur posizionate su piani diversi, disposti a una distanza compresa fra 1 e 5 metri dalla parete dei 100 CP Color 400. Esse assorbono il colore in retroproiezione, lo integrano con quello già presente e restituiscono gli stupendi “quadri di luce” appena descritti”.

“Le Petit Prince” è dunque un esempio di utilizzo intelligente della luce e del colore, sapientemente miscelati a tutti gli ingredienti tipici del teatro. Lo spettatore è avvolto in un vortice di sensazioni visive difficilmente dimenticabili, come è difficile dimenticare l’intensità dell’interpretazione dei protagonisti, e in particolare di Jeff, il bravissimo piccolo principe, che ha emozionato ed emozionerà ancora a lungo sul palco del casinò.
LE PETIT PRINCE: Scheda tecnica
Produzione: Victor Bosch/NODO Productions
Musiche: Riccardo Cocciante (parole di Elisabeth Anais)
Regia: Jean-Louis Martinoty
Scenografie : Hans Shavernoch
Costumi : Jean-Chartes de Castelbajac
LD : Jean Kalman
Assistente LD : Yves Caizergues
Tecnico del suono : Manu Guiot
Service luci e audio: Cameleon